Brody Neuenschwander – la calligrafia incontra la pittura e il collage

Nelle opere calligrafiche di Brody Neuenschwander, la scrittura incontra la pittura e il collage. Spesso non vi è nulla da leggere, bisogna solo guardare e lasciarsi sedurre dal suo personale linguaggio visivo, superando le barriere tra arte e scrittura

Cosa succede quando la calligrafia trasformata in segno, spesso illegibile, incontra e si fonde con pittura, collage e altre tecniche? È quello che cercheremo di scoprire visionando le opere di questo artista.

Chi è Brody Neuenschwander

Brody Neuenschwander è nato a Houston, in Texas, nel 1958. Ha frequentato la Princeton University,dove è stato nominato University Scholar, laureandosi con lode nel 1981 con una tesi sulle tecniche di miniatura dei manoscritti medievali. Neuenschwander ha conseguito il dottorato in Metodologia della storia dell’arte tedesca nel 1986 presso il Courtauld Institute di Londra. Contemporaneamente ha studiato calligrafia al Roehampton Institute. L’apprendimento simultaneo di studi accademici e pratici ha influenzato tutto il suo percorso. Le opere studiate dagli storici dell’arte sono, per Neuenschwander, soprattutto oggetti creati da mani umane. La struttura dell’atelier e le proprietà dei materiali sono per lui importanti quanto il contesto sociale della loro creazione.

Neuenschwander ha iniziato la sua carriera professionale come assistente di Donald Jackson, un calligrafo inglese residente al confine con il Galles. Per un anno Neuenschwander ha lavorato in studio, principalmente realizzando opere cerimoniali tradizionali. Nel 1989 ha incontrato il regista inglese Peter Greenaway, che gli chiese di realizzare la calligrafia live-action per il film “Prospero’s Books”. Greenaway pose domande pertinenti e stimolanti: La calligrafia può essere carica di emozioni e associazioni storiche? Può rappresentare visivamente i modelli sonori della lingua? Può esplorare la regione di tensione tra testo e immagine?
E nelle collaborazioni successive (“The Pillow Book”, “Flying over Water”, “Bologna Towers 2000”, “Columbus”, “Writing to Vermeer” e così via), Neuenschwander ha avuto modo di indagare proprio sulle implicazioni di questi quesiti nella calligrafia contemporanea.
Nel 1990 ha incontrato il teorico tedesco Hans-Joachim Burgert, la cui analisi delle proprietà visive della calligrafia è essenzialmente un classico della Gestaltungstheorie tedesca. Le forme delle lettere sono sottoposte ad analisi e giudizio formale. Burgert sostituisce i tradizionali standard occidentali di precisione e regolarità con un nuovo linguaggio formale, molto più vicino ai giudizi estetici insiti nella calligrafia araba e cinese. Successivamente Neuenschwander ha tradotto molti degli scritti di Burgert in inglese, e questo gli ha consentito non solo di approfondire la sua teoria, ma di portarla a conoscenza e ad essere studiata e adottata anche da altri calligrafi in Occidente.
Per Neuenschwander questa nuova teoria è stata una rivoluzione. Improvvisamente, la calligrafia orientale, che aveva sempre esercitato un’enorme attrazione, poteva essere analizzata e compresa non linguisticamente, ma visivamente. La natura figurativa di questi sistemi di scrittura poteva emergere. Da questo momento la calligrafia araba e cinese hanno influenzato tutto il suo lavoro.
Nel 1989 Neuenschwander ha incontrato Nadine Le Bacq, che sarebbe diventata sua moglie nel 1991 e con la quale si è trasferito nella città natale di lei, Bruges, nel 1993, dove vivono tuttora con la figlia Clara.
Nel 2004 Neuenschwander ha trascorso un semestre insegnando Arte testuale alla School of the Museum of Fine Arts di Boston. Questo periodo sabbatico lontano dallo studio, gli ha permesso di fare ricerche sulle origini dell’arte testuale nel primo quarto del XX secolo e di seguire il suo sviluppo e il suo impatto sull’arte dopo la Seconda Guerra Mondiale, approfondendo la conoscenza di artisti testuali come Cy Twombly, Jessica Diamond, Bruce Nauman e Barbara Kruger che hanno definito una nuova categoria artistica ponendo il linguaggio visivo al centro delle loro sperimentazioni artistiche.
Negli ultimi anni Neuenschwander ha continuato i suoi studi sulle scritture non latine. Nel progetto “A Brush with Silence” ha riunito calligrafi provenienti da molteplici tradizioni di scrittura a livello mondiale, per un evento calligrafico silenzioso. Calligrafi arabi, cinesi, tibetani, giapponesi, ebraici, greci, cirillici, devanagari, runi, ecc., hanno unito le forze con calligrafi inglesi, tedeschi, francesi, italiani e olandesi, per creare una meditazione con l’inchiostro. L’evento si è svolto in otto paesi, sempre con grandi folle di visitatori silenziosamente entusiasti. “A Brush with Silence” è un simbolo perfetto di come l’umanità possa vivere insieme in una tolleranza pacifica e meravigliosa.

Le opere di Brody Neuenschwander

Sono tanti i modi che Brody Neuenschwander utilizza per creare un’opera calligrafica: a volte le lettere appaiono fluide e sembrano quasi dilatarsi, assumendo forme morbide e sinuose che richiamano un movimento ritmico e dinamico allo stesso tempo; in altri casi, prevale la struttura geometrica con un’estremizzazione del contrasto tra le linee che le compongono; spesso la loro forma si dissolve in elementi asemici, facendo perdere il senso delle parole e creando un effetto visivo che si avvicina a un’astrazione. Tutto ciò accentua il rapporto che si crea tra segno e significato e sicuramente invita a percepire le forme come opere di pura espressività visiva piuttosto che come testo da leggere.

Brody Neuenschwander pone un’attenzione particolare anche allo spazio. In alcune sue creazioni, utilizza spazi ampi (o vuoti), conferendo alle lettere un senso di leggerezza, come se fluttuassero. In altri lavori, le lettere si espandono e si sovrappongono, coprendo interamente la superficie e trasformandosi in una trama complessa. Infine, in alcune opere, le lettere si integrano completamente con la pittura, fondendosi con i colori e le forme circostanti, creando un’unità tra scrittura e immagine.

La scrittura si dissolve nella pittura

Vi è la precisa volontà di fondere varie discipline artistiche per creare opere che siano visivamente accattivanti ma anche cariche di significato. La scrittura diventa segno, le lettere perdono la loro identità per assumerne una nuova; spesso non vi è nulla da leggere, bisogna solo guardare e lasciarsi sedurre dal suo personale linguaggio visivo, superando le barriere tra arte e scrittura.

In molte opere, Brody Neuenschwander si avvale anche del collage, sovrapponendo strati di carte diverse, alcune scritte a mano ma con stili diversi, altre ritagliate da vecchi giornali o vecchi libri o semplicemente carte dal colore diverso. Le lettere e le parole dunque vengono sovrapposte in più strati, creando un effetto di trasparenza e allo stesso tempo di profondità particolarmente affascinante. Gli effetti risultanti, a mio parere, sono infatti davvero sorprendenti: le sovrapposizioni generano nuovi significati; come se potessimo vedere allo stesso tempo ciò che uno dice, e quindi scrive, e di intravedere ciò che pensa. Invece il contrasto tra uno stralcio di testo di un vecchio giornale e una scrittura gestuale o moderna, crea una dinamicità incredibile, come a voler incorporare passato e presente, tradizione e modernità.

Come se tutto ciò non bastasse, Brody Neuenschwander ha esplorato anche la calligrafia su tessuto creando tovaglie, completi di lenzuola, kimoni e tessuti vari.

Questa versatilità espressiva evidenzia la capacità di Neuenschwander di esplorare le potenzialità del segno calligrafico andando oltre la tradizione, giocando con lo spazio, le forme e i materiali per produrre effetti visivi straordinari e molto evocativi.


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2 pensieri su “Brody Neuenschwander – la calligrafia incontra la pittura e il collage

  1. Cara Anna, l’Autore e Calligrafo che oggi ci presenti è molto versatile ed ha un suo particolare linguaggio visivo, dove la scrittura si fonde con la pittura e il collage…persino su stoffa! Bellissimo il fatto che abbia unito calligrafi provenienti da molteplici tradizioni di scrittura mondiale per creare una meditazione con l’inchiostro “A brush with Silence”, una meditazione “su cui l’umanità possa vivere insieme in una tollerenza pacifica e meravigliosa”.
    La bellezza unisce e porta pace!
    Grazie!!!
    Un affettuoso saluto
    Rosella

  2. Cara Rosella hai proprio ragione! “La bellezza unisce e porta pace” mi trova completamente d’accordo. Un abbraccio e grazie per aver lasciato un saluto, Anna

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