Impronte temporali di Elisabetta Diamanti

L’arte riesce a toccare le corde più profonde dell’animo umano, suscitando emozioni e stimolando nuove e inedite riflessioni. Questa mostra ne è la prova.

Limpido e accogliente il luogo, ArtSharing è un piccolo gioiello incastonato nella capitale,
con un Manifesto di intenti decisamente fuori dall’ordinario che si conclude con una bella domanda: Sarai capace di metterti in gioco?


Nell’incontro di ieri (sabato 23 marzo 2024) presentato da Penelope Filacchione ho avuto modo di reincontrare Elisabetta Diamanti conosciuta quasi un anno fa in occasione di un’altra mostra e sempre grazie alla cara amica in comune Lucia.

Qualche mese fa ho ripreso in mano le sgorbie dopo tanto tempo, un po’ per caso e un po’ per assecondare il costante desiderio di incidere che mi porto dietro ormai da anni, ossia da quando, trasferita a Roma, ho dovuto lasciare il mio torchio ad Ancona. Immaginate dunque che bella sorpresa aver avuto l’occasione di poter ammirare le opere incise di Elisabetta Diamanti. Non che ci possa essere un qualche paragone per carità, questa per me è una fase decorativa e non certo di racconto… ma la passione che percepisco in lei sentendola parlare è la stessa che provo io ogni volta che tocco una lastra o un inchiostro calcografico. La stessa passione che è emersa per l’intero pomeriggio anche attraverso le parole di Penelope Filacchione.

L’autrice ha parlato di memoria, nel senso che ad un certo punto della sua vita ha sentito il desiderio/bisogno di memorizzare i suoi ricordi familiari (o perlomeno qualcuno) fissandoli su un supporto. E l’ha fatto creando delle impronte (su matrici di zinco) di alcuni vestitini di infanzia ma anche di alcuni pezzi di biancheria intima più recente, e stampandole, in un gioco di sovrapposizioni e trasparenze, in alcuni casi su tessuti di lino antichi (già utilizzati e rammendati da sua madre e dunque ridando loro una nuova identità), in altri su tela jeans e qualcuno su carta fatta a mano.
Infine un filo, rosso o bianco, sottolinea, delimita un’area, divide o unisce, sporge e sgorga al di là del piano della tela creando degli effetti alquanto singolari e in un caso decisamente inquietanti, almeno per me.

È uno dei poteri dell’arte, quello di creare suggestioni e trasposizione.
Per me è stato come cercare di delineare una consapevolezza identitaria attraverso i fili della vita che ho vissuto finora.

Per una volta evito di far parlare le immagini, inserendone solo una, poiché la mostra è in corso e non voglio rovinare la sorpresa a chiunque decidesse di visitarla e dunque avete tempo fino al 6 aprile per farlo.

Vi lascio tutti i riferimenti e vi auguro buona visione!

Impronte Temporali di Elisabetta Diamanti
in mostra alla Galleria ArtSharing di Roma
16 marzo – 6 aprile 2024
a cura di  Penelope Filacchione

ArtSharing Roma, via Giulio Tarra 64 – 00151 Roma
Orari di visita: da martedì a sabato dalle 17,00 alle 20,00


Immagini collegate:

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2 pensieri su “Impronte temporali di Elisabetta Diamanti

  1. Cara Anna, leggendo delle opere incise di Elisabetta Diamanti, sul filo della memoria, ho pensato alla tua passione per l’incisione, a quanto tu ci abbia lavorato. Tu, come l’Autrice citata, hai saputo creare suggestioni e sei un’Artista a tutto tondo. Varrebbe la pena di riprendere…
    Un abbraccio
    Rosella

    1. Cara Rosella, chissà che prima o poi non possa succedere…
      la vita è imprevedibile, ormai lo sappiamo bene,
      e mi piace pensare che tutto ha uno scopo anche se, al momento, non ne cogliamo il senso.
      Un grande abbraccio e grazie di cuore per il tuo costante sostegno :*

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