Il Capolettera nei manoscritti – gerarchia decorativa e tipologie

Le caratteristiche principali del Capolettera all’interno degli antichi manoscritti e presentazione delle varie tipologie che vedremo nel dettaglio nei prossimi articoli
Manoscritto pergamenaceo

In apertura alcuni capilettera presenti nel Memoriale; manoscritto pergamenaceo in tedesco e francese del 1385 ca., scittura gotica, cm 29×20,5; Biblioteca Nazionale e Universitaria di Strasburgo

Nell’articolo Il capolettera nei manoscritti, abbiamo visto che il capolettera è un elemento grafico con cui si dà inizio a una parola, a una linea di testo, a un capitolo e/o all’intera opera.
Per i manoscritti antichi si usa spesso il termine Iniziale e talvolta quello creato nel XIX secolo in area anglosassone di Versale, quindi i tre termini sembra che si equivalgono.

Capolettera = Iniziale = Versale

Qualche studioso indica come Versale una “Lettera maiuscola ingrandita ed eventualmente decorata, con cui iniziano le strofe o più in generale i versi”.

Iniziale o Capolettera: lettera iniziale di un testo, in genere messa in risalto per forma, colore, posizione, e ornamentazione

Nei manoscritti antichi, l’Iniziale poteva essere semplicemente più grande e di un colore contrastante rispetto alla linea di scrittura oppure progettata con un arricchimento decorativo.

Capolettera A zoomorfo, H decorato, A zoomorfo; De praecepto et dispensatione; manoscritto pergamenaceo del XIII secolo in latino, scrittura gotica, cm 23×8,5; Harley Collection

Responsabile di questa fase era, negli scriptoria monastici altomedievali e del Medioevo centrale, lo scriba stesso.
In un secondo tempo, soprattutto nel caso di codici di notevole mole e complessità, la realizzazione delle Iniziali veniva affidata al miniatore.
E infine, come risulta da numerose testimonianze d’archivio, nelle botteghe scriptorie laiche che si affermarono nelle realtà urbane europee a partite dal 13º secolo, l’esecuzione delle iniziali divenne compito di più artefici specializzati e possiamo tuttora ammirarne l’eccellente risultato.

Gerarchia decorativa

Il Capolettera è dunque una lettera variamente decorata, di dimensioni maggiorate rispetto al testo e che, quando non era ancora in uso la punteggiatura, fungeva da indicatore visivo per argomento o sezione di testo. Ogni sezione poteva avere una sua Iniziale e dunque all’interno di un manoscritto si possono ammirare Iniziali con differenti livelli di importanza, a seconda della gerarchia decorativa prescelta e delle diverse sezioni di testo che introducono. Vi sono Iniziali maggiori, minori e altri livelli che fungevano appunto da ausilio alla punteggiatura.

Nelle immagini seguenti possiamo notare nello stesso manoscritto, proprio questa gerarchia decorativa: il primo capolettera, partendo da sinistra, occupa uno spazio pari a 11 righe di testo, l’unico di queste dimensioni e apre il volume, poi ne abbiamo altri da 8 righe, 6 righe, 4 righe, 2 righe e 1 riga.
All’interno dello stesso volume, dunque, il testo è stato suddiviso attraverso l’uso di sei differenti dimensioni di capolettera, paragonabile al modo con cui oggi potremmo articolare un libro in capitoli, paragrafi, sottoparagrafi, ecc..

Capilettera maggiori e minori; Pétrarque, Les Triomphes; manoscritto pergamenaceo in francese del 1500 ca., scrittura bastarda italianizzata, cm 35×26,5; Biblioteca Nazionale di Francia

In questo caso abbiamo dunque dei capilettera decorati con lo stesso stile ma in sei formati diversi. In altri manoscritti possiamo trovare invece una gerarchia decorativa che si differenzia oltre che per il formato anche per tipologia di capolettera. Nelle immagini seguenti abbiamo, all’interno dello stesso manoscritto, sei dimensioni differenti di capolettere: la prima D occupa uno spazio pari a 18 righe, la seconda di 14 righe, le tre D centrali di 7 righe, la W di 6 righe, la A di 4 righe e infine l’ultima D di 3 righe.

Capilettera maggiori e minori; Memoriale; manoscritto pergamenaceo in tedesco e francese del 1385 ca., scittura gotica, cm 29×20,5; Biblioteca Nazionale e Universitaria di Strasburgo

Tutte le Iniziali appena viste, sono morfologicamente simili, hanno dunque la stessa forma e appartengono allo stesso stile di scrittura ma sono decorate in maniera differente: la prima D presenta delle miniature all’interno della sua stessa struttura come la W; la seconda oltre ad avere la struttura con delle miniature, ne ha una anche nello spazio vuoto interno (in questo caso si dice abitata); delle tre D, due hanno un decoro all’interno della loro struttura mentre l’ultima è solo di colore contrastante come le ultime due; infine tutte le lettere hanno un decoro esterno e in taluni casi anche interno, a filigrana.

Iniziali fitomorfe

Capilettera fitomorfi maggiori e minori; Decretum Graziani, manoscritto pergamenaceo in latino, 1450 ca.; cm, 42,5×57; Biblioteca Nazionale di Francia

Capilettera maggiori e minori; Horae; manoscritto pergamenaceo in latino del 1500 ca., cm 14×8,5; Biblioteca Nazionale di Francia

Nonostante il piccolo formato di questo manoscritto, anche qui abbiamo una gerarchia nell’uso dei Capilettera decorati. In questo caso tutte le Iniziali sono inquadrate ossia racchiuse da una cornice e sono inoltre presenti diversi chiudiriga (tratti di penna o bacchette decorative che riempiono lo spazio vuoto alla fine di una linea di scrittura).

La forma del capolettera

Nel manoscritto appena visto, il modello di riferimento per la creazione dei capilettera è la Capitale Romana, inizialmente usata per iscrizioni su pietra e marmo e successivamente anche per la scrittura.
Un altro modelli di riferimento, in uso per molti secoli, sono state le cosiddette Capitali Longobarde, usate abitualmente negli antichi manoscritti per lo più per i Capilettera ma anche per disegnare (e non scrivere) parole o piccole frasi.
Il capolettera può essere inoltre frutto di una composizione più o meno stilizzata di elementi vegetali, animali, umani e talvolta una combinazione di questi.

Modelli di Capitali Longobarde

Posizione del capolettera

Il capolettera può essere posizionato in diversi modi rispetto allo specchio scrittorio. Può essere: incolonnato, allineato entro il limite sinistro dello specchio scrittorio; sporgente, posizionato sul bordo sinistro esternamente rispetto al testo; rientrato o indentato, quando la riga inizia con uno spazio bianco e quindi il capolettera risulta spostato verso destra rispetto al limite sinistro del testo; coronato o circondato, quando oltre ad avere il testo a destra e in basso ce l’ha anche in alto; mentre per le Iniziali minori si dice annegata quando è inserita all’interno del testo e non è associata ad un a capo.

Principali tipologie di Capolettera

Nel tempo ci sono stati diversi approcci di indagine sui capilettera presenti nei manoscritti, ovviamente con impostazioni critiche differenti, ma tutte con il desiderio di definirne le principali caratteristiche, di come si sono evoluti nel tempo e la loro valenza iconica. Purtroppo ad oggi non esiste una classificazione riconosciuta a livello internazionale che metta d’accordo codicologi e paleografi: ogni nazione ha sviluppato, grazie alle pubblicazioni dei propri studiosi, una sua terminologia. Ma anche in ambito strettamente italiano, esistono scuole di pensiero diverse.
Da un punto di vista strettamente grafico-decorativo possiamo comunque distinguerne diverse tipologie.


Le principali tipologie di Capilettera o Iniziali:

Va da sé che un capolettera può rientrare in più tipologie, può essere Abitato e Illuminato, Fitomorfo e Istoriato e così via. È vero che alcune tipologie sono tipiche di un certo periodo storico ma è anche vero che col passare dei secoli le copie dei manoscritti si sono arricchite sempre più di ornamenti e lo stesso vale per le Iniziali. Anche la nomenclatura può subire variazioni soprattutto in base all’approccio d’indagine, al luogo, in taluni casi alla traduzione, come nel caso delle lettere note come Cadel.
Nei prossimi articoli vedremo quali sono le caratteristiche principali di ogni tipologia di Capolettera con altri splendidi esempi.



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