Straordinari e a volte inquietanti marginalia nei manoscritti medievali

Nei manoscritti miniati medievali, le immagini che compaiono ai margini sono piuttosto sorprendenti: scimmie che suonano la cornamusa, cavalieri che combattono contro lumache, conigli assassini, vescovi nudi e tanti esseri ibridi, metà uomo e metà animale. Che significato hanno questi marginalia?

Apro l’articolo con questa bella e decorativa immagine così da strapparvi immediatamente un bel sorriso 🙂 Sarà di certo la rappresentazione di una puzzetta profumata, voi che ne dite?

I marginalia, irriverenti, enigmatici e inquietanti

Il periodo di massimo splendore dei marginalia fu tra il XII e il XIV secolo e si possono trovare esempi in tutta Europa ma soprattutto in Inghilterra e Francia settentrionale che sono state senza dubbio dei centri particolarmente profilici da questo punto di vista.

In alcuni manoscritti, i marginalia hanno uno scopo chiaro: disegni e testi a scopo esplicativo, aggiunta di testi mancanti, note.

E fin qui nessun problema ma in alcuni manoscritti il significato di alcune miniature può essere davvero oscuro. Ci sono innumerevoli esempi di illustrazioni insolite, come una scimmia che suona la cornamusa, cavalieri che combattono contro lumache, vescovi nudi e strani esseri ibridi, metà uomini e metà animali, che sembrano sfidare ogni tipo di categorizzazione.

L’opinione prevalente, fino al secolo scorso, era che i marginalia fossero privi di senso, poco seri, a volte profani e soprattutto che non avessero nulla a che fare con le immagini e i testi sacri presenti nel manoscritto. È stato solo in tempi relativamente recenti, grazie al lavoro di numerosi studiosi, che i marginalia sono stati visti come un genere degno di studio e interpretazione.

La maggior parte dei miniaturisti, in questo periodo storico, non erano più monaci ma professionisti che lavoravano su commissione e facevano ciò che il committente richiedeva, sebbene avessero sicuramente una discreta licenza artistica sul come farlo. Ma ciò che hanno fatto, è stato raffigurare concetti, battute e, a volte, immagini particolari che il cliente poteva comunque facilmente comprendere, visto che non vi sono didascalie, usando dunque un linguaggio visivo a lui familiare.

Vi sono chiari riferimenti alla cultura popolare, spesso letteraria o proveniente dalla tradizione orale come ad esempio i romanzi Tristano e Isotta o il Santo Graal che sono presenti abbastanza frequentemente. E poi senza dubbio vi è una cultura popolare sotto forma di enigmi e passatempi, la maggior parte dei quali dipendenti dal luogo in cui è stato realizzato il libro.

Nel contesto dei manoscritti miniati medievali, le immagini che compaiono ai margini sono dunque piuttosto sorprendenti. Sebbene ci fossero temi e simboli ricorrenti, di cui ne vedremo alcuni esempi, gli autori sembrano essere stati meno vincolati dalle tradizionali immagini sacre. Queste ultime rimanevano “confinate” all’interno della gabbia di impaginazione mentre sui bordi, evidentemente, si poteva dare libero sfogo alla fantasia più sfrenata.

Nei margini di molti manoscritti infatti, l’immaginazione risulta essere molto più libera, svincolata dai soliti clichè e col permesso anche di impazzire capovolgendo il mondo: quindi a lato di preghiere e testi sacri, via libera a mostri o ibridi uomo-mostro, animali che si comportano come umani, scene raccapriccianti e tanta satira. Tutto era lecito.

Anche i margini di molti libri devozionali, sono pieni di immagini che raffigurano un po’ di tutto, dall’umorismo scatologico alle bestie mitiche alla satira sessualmente esplicita. Anche oggi possiamo sorridere dopo una battuta sulle feci ma non siamo certo abituati a visualizzarla in modo così dettagliato, e sicuramente non ci aspetteremmo mai di vederla nei libri sacri. Ma nell’Europa medievale, questi sontuosi manoscritti, decorati in questo modo, erano di gran moda.

Le immagini dunque pur variando ampiamente, tendono comunque ad essere molto strane e persino inquietanti: atti sessuali palesi, defecazione, soggetti con comportamenti irriverenti o irreali come la monaca, nell’immagine in alto, che raccoglie peni da un albero di falli. Ci sono anche esempi di personaggi del clero che si comportano male, il genere di cose che non ci aspetteremmo mai di vedere ai margini di un libro sacro.

Soggetti ricorrenti nei marginalia

Come già accennato, vi sono alcuni soggetti e scene molto ricorrenti, come conigli assassini, lumache combattenti, draghi, elefanti, scimmie, mostri, esseri ibridi e poi cavalieri che combattono contro lumache e conigli contro cavalieri e tanti animali musicanti.

Perché rappresentare conigli violenti?

Tra le tante ipotesi pare che la più accreditata sia che questa tipologia di miniature siano solo il frutto dell’umorismo medievale. I conigli, generalmente ritenuti innocui e codardi, nei manoscritti vengono raffigurati come violenti e questa inversione di ruolo pare essere il nocciolo della loro satira. In questo mondo capovolto dunque, conigli innocenti possono vendicarsi e cacciare umani, cani o altri predatori. Ma non vi è solo questo, possiamo vedere anche sciocchi che prendono in giro re, donne che picchiano i loro mariti, volpi che scappano con i galli, ecc. Tutto ciò era considerato umoristico perché sovvertiva la “legge naturale” delle cose.

Una spiegazione alternativa è che lepri e conigli nelle immagini medievali raffigurassero le donne, motivo per cui di solito vengono mostrate mentre fanno danni agli uomini. La legge medievale permetteva a un uomo di picchiare una donna purché non la uccidesse o la menomasse mentre se una donna metteva le mani su un uomo, questo veniva classificato come piccolo tradimento e di conseguenza sarebbe stata giustiziata. Questi conigli erano un modo artistico per rappresentare la vendetta di una donna.

Le lumache combattenti

A volte le lumache combattono tra loro, a volte contro cavalieri, poi vi sono cose e persone che le cavalcano e infine ci sono lumache ibride e dunque in un modo o nell’altro, continuano a spuntare ovunque in questi manoscritti.
Quindi, gli autori e gli illustratori di questi manoscritti erano grandi amanti della lumaca, giardinieri frustrati o le lumache rappresentavano qualcosa di più profondo?
Ovviamente vi sono numerose teorie su cosa potrebbero rappresentare e sul perché siano così diffuse, vediamone qualcuna:

  1. simboleggiano la morte/la Resurrezione
  2. rappresentano i Longobardi
  3. vengono utilizzate semplicemente per fare satira
  4. raffigurano gli arrampicatori sociali / poveri vs ricchi
  5. sono solo animaletti divertenti
  • 1. La prima ipotesi risale a circa due secoli fa, quando uno studioso notò che in due manoscritti, accanto alle miniature della Resurrezione di Lazzaro, c’erano delle lumache ai margini;
    Un altro studioso fece invece un collegamento con la morte e il salmo 58. Si tratta della punizione dei malvagi, “che siano come una lumaca che si scioglie via via, come un figlio nato morto di un donna, perché non vedano il sole». Ciò porta a suggerire che i valorosi cavalieri stiano combattendo i “malvagi” che alla fine incontreranno la loro giusta punizione.
  • 2. La storica Lilian Randall ha suggerito che le lumache rappresentino i Longobardi, un popolo germanico che governò la maggior parte della penisola italiana dal 568 al 774 d.C.
    Quando la lumaca iniziò a diventare ricorrente nei manoscritti (XIII secolo ca.), i Longobardi erano molto impopolari in Europa: si pensava che monopolizzassero i posti di lavoro, prestassero denaro a prezzi irragionevoli ed erano nel complesso traditori, peccatori e dissennati. Metterli ai margini era dunque un semplice attacco xenofobo e spiegherebbe il motivo per cui vengono spesso mostrati mentre combattono contro cavalieri, nell’eterna lotta tra buoni e cattivi. Tuttavia, molti hanno messo in dubbio questa teoria, come spiegato dalla British Library: questo “non spiega perché il cavaliere sia spesso raffigurato alla fine di questa battaglia, o perché questa particolare immagine sia diventata così popolare ai margini di testi non storici come Salteri o Libri d’Ore”.
  • 3. Piuttosto che mostrare i coraggiosi cavalieri che combattono contro un nemico malvagio come i Longobardi, vi è anche l’idea che la lotta tra lumache e cavalieri sia un gioco satirico sulla classe cavalleresca e sui valori di cavalleria. Spesso nelle immagini, i cavalieri sono mostrati come perdenti, rannicchiati e terrorizzati. Le lumache sono ovviamente un nemico indegno per un cavaliere coraggioso, ed Elizabeth Moore Hunt ha suggerito che “la naturale bassezza dell’animale lo rende preda indegna degli splendidi attrezzi da giostra e quindi una parodia divertente del cavaliere armato”. In sostanza, i cavalieri affermano di essere grandi e coraggiosi, ma affrontano solo nemici deboli che sanno di poter battere, mostrando la loro vera codardia.
  • 4. Altri pensano che le lumache contro i cavalieri siano un chiaro riferimento alle lotte di classe sociale. I cavalieri rappresentano i livelli più alti della società mentre le lumache sono la massa. Non hanno armi con cui combattere ma lottano per vincere contro coloro che li padroneggiano e che hanno avuto una sorte migliore.
    Ma visto e considerato che i manoscritti venivano commissionati proprio dalle classi sociali più elevate, sembra improbabile che loro stessi, potessero trovare divertente essere presi in giro sui loro preziosi volumi. L’altra idea è che le lumache rappresentino gli arrampicatori sociali, una preoccupazione significativa per le famiglie nobili: uomini venuti dal nulla e promossi dal re, erano molto frequenti in quell’epoca. Questo potrebbe essere il motivo per cui così tante scene mostrano il cavaliere che perde la battaglia: era rappresentativo del sentimento di impotenza della nobiltà. Quest’ultimo studio include diverse immagini in cui le lumache salgono gradini o scale, metafora apparentemente ovvia per gli arrampicatori sociali.
  • 5. Invece di rappresentare qualcosa di profondo e significativo, le illustrazioni potrebbero essere paragonati a dei divertenti fumetti moderni. Ci sono molte creature strane e immagini sciocche nei marginalia che spesso non hanno nulla a che fare con il contenuto del testo che dovevano abbellire e forse le lumache erano semplicemte uno di questi. In fin dei conti è divertente vedere un coraggioso cavaliere rannicchiato e terrorizzato davanti a una lumaca innocua!

Non sapremo mai perché l’immagine della lumaca fosse così popolare e così diffusa in questi manoscritti medievali. Qualunque cosa simboleggiasse ha attraversato confini e superato diversi secoli. Probabilmente il suo significato è cambiato nel tempo e potrebbe aver rappresentato tutte queste cose insieme o qualcos’altro a cui proprio non abbiamo pensato. Una cosa è certa, dopo tanti secoli queste miniature incantano ancora il pubblico di tutto il mondo.

Draghi

I draghi sono quasi onnipresenti nei manoscritti medievali. Occupano un posto d’onore nei bestiari, negli erbari, nei libri di storia e leggenda e nei testi dell’Apocalisse, solo per citarne alcuni. Servono come simboli, dispositivi araldici e anche come semplice decorazione e le loro caratteristiche fisiche possono variare ampiamente. Sono quasi sempre raffigurati come creature rettiliane, alate e sputafuoco. Anche all’interno di un singolo manoscritto è possibile trovare una molteplicità di sottospecie di draghi.

L’idea del drago come un temibile nemico per tutti gli esseri pii e giusti, risale ai manoscritti del periodo tardoantico. Il libro degli animali ci dice che il drago è una varietà di serpente ed è “più grande di tutti gli altri animali del mondo”, vive nelle caverne e possiede una grande forza nella coda.

Alcuni testi rendono esplicito anche il collegamento tra il drago e il diavolo, allineando la creatura fantastica al male, all’inganno, alla “vanagloria e ai piaceri umani”. Questa connessione la si può ritrovare ripetuta più e più volte nei manoscritti medievali, in particolare in quelli riguardanti la descrizione e la spiegazione del male.

Sarebbe tuttavia, troppo semplicistico, affermare che i draghi fossero universalmente oggetto di orrore e disgusto anche perché non venivano raffigurati sempre come nemici.

Scimmie

Le scimmie nei marginalia degli antichi manoscritti, spesso simboleggiano la follia, l’ignoranza o la superficialità. Possono rappresentare anche la natura umana primitiva e la tentazione di indulgere agli istinti più bassi. Solo in alcuni casi, le scimmie sono state utilizzate come simboli di saggezza e astuzia, poiché sono animali notoriamente intelligenti e ingegnosi. Tuttavia, nel contesto dei marginalia medievali, le scimmie sono spesso associate a comportamenti irrazionali, disordinati o irriverenti.
E poiché la scimmia è vista anche come dispettosa e giocherellona, chissà che in questo modo non volessero offrirci uno specchio delle nostre stesse contraddizioni.

Animali musicanti

Nei marginalia dei manoscritti medievali e rinascimentali, si trovano spesso rappresentazioni di animali musicanti che potrebbero essere intesi come:

  1. allegoria della natura armoniosa e ordinata: gli animali musicanti possono rappresentare l’idea di un mondo naturale in cui ogni essere vivente contribuisce alla creazione di armonia e bellezza.
  2. simboli della musica come forza unificatrice: la musica è spesso associata alla capacità di unire le persone e di trasmettere emozioni e messaggi condivisi. Gli animali musicanti possono simboleggiare questa capacità della musica di creare connessioni e comunità.
  3. rappresentazione della bellezza e dell’estetica: le immagini di animali musicanti possono essere viste come espressioni di bellezza e di gusto artistico, evidenziando il valore estetico della musica e della rappresentazione visiva.

E dunque, in generale, gli animali musicanti nei marginalia possono essere interpretati come simboli di armonia, unione, bellezza e creatività, riflettendo le concezioni culturali e simboliche dell’epoca in cui sono stati creati.

Ricapitolando

Sebbene il significato di alcune immagini sia ancora molto dibattuto, in linea di massima possiamo affermare che i marginalia erano utili per:

  • evidenziare passaggi importanti o inserire testi tralasciati accidentalmente
  • prendere in giro il potere religioso e politico
  • dare voce alla cultura popolare (che veniva tramandata anche solo oralmente)
  • fare satira anche in contesti seriosi

Molte immagini restano tuttora incomprensibili e probabilmente non capiremo mai del tutto il simbolismo usato nei marginalia. Gli storici possono dedurre solo in parte ciò che pensavano le persone dell’epoca, il loro modo di vivere e vedere il mondo, l’umorismo a cui facevano riferimento e di conseguenza resta impossibile ricostruire collegamenti, giochi di parole e associazioni a cui potevano alludere.

Da una prospettiva moderna, può essere difficile capire come il testo sacro e le immagini oscene possano coesistere fianco a fianco, soprattutto date le nostre idee preconcette sul rigido fervore religioso dell’epoca. Ma i marginalia sicuramente ci possano aiutare a riconoscere che la società medievale era complessa quanto la nostra e mentre per noi potrebbe essere difficile cogliere il significato dietro queste immagini apparentemente opposte, forse per lo spettatore medievale il conflitto non era poi così bianco o nero. Voi cosa ne pensate?


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2 pensieri su “Straordinari e a volte inquietanti marginalia nei manoscritti medievali

  1. Cara Deianira, i marginalia che non conoscevo sono sorprendenti, satirici, divertenti (puzzetta profumata) e coraggiosi. Simboli di una società medievale complicata da interpretare e su cui riflettere.
    Grazie per i tuoi articoli, cara amica.
    Un abbraccio
    Rosella

    1. Cara Rosella, hai ragione, alcuni sono davvero sorprendenti e bizzarri e mi hanno incuriosito moltissimo! Sarà difficile interpretarli ma sono comunque un segno tangibile di ciò che la gente amava a quei tempi.
      Grazie a te per aver letto tutto! 😉
      Un abbraccio anche a te cara Rosella

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