I Papiers peints in un museo unico al mondo

La mostra in corso al Musée du Papier peint di Rixheim in Francia è il pretesto per approfondire alcuni aspetti anche tecnici, sulle modalità con cui venivano realizzate queste magnifiche carte denominate appunto Papiers peints
Papier peint, museo

Fino al 21 gennaio 2021

Singolare questa mostra organizzata in Francia dal Musée du Papier peint che ci invita a scoprire la bellezza e la particolarità di questi quattro periodi dell’anno, attraverso più di 80 documenti, di cui venti pezzi inediti.

Il Musée du Papier peint a Rixheim, in Alsazia (Francia), è unico al mondo nel suo genere. Offre la possibilità di ammirare carte decorate e da parati prodotte a partire dal XVIII secolo fino ai giorni nostri, dai tradizionali modelli di stampe Domino (di cui parlerò in uno dei prossimi articoli) alle creazioni di designer contemporanei.
Si possono anche amminare due sorprendenti macchine risalenti al 1877 e 1881 e durante le dimostrazioni, rimanere affascinati dalla bellezza dei risultati ottenuti attraverso le antiche tecniche di stampa manuali che si utilizzavano per stampare carte policrome anche a 16 colori.

“I panorami, che trasformano le pareti
in visioni di paesi lontani,
paesaggi esotici e giardini idilliaci,
invitano a sognare.”

Nonostante il significato del nome (carta o foglio dipinto) non è affatto dipinto a mano ma stampato xilograficamente.
La carta importata in Europa dalla Cina, a partire dal XVI secolo, e da cui prende origine il nome, era invece effettivamente dipinta a mano su carta di riso ma difficile da reperire ed estremamente costosa.
Sembra che i primi esemplari di Papiers peints ritrovati, siano dello stampatore inglese Hugo Goes e risalgano al 1509. I suoi fogli di carta stampata con fiori, venivano utilizzati per rivestire scatole, armadi e pareti.

I soggetti più amati sono vedute,
paesaggi, scene di esterni e motivi floreali,
successivamente si aggiungono
damaschi e motivi geometrici.

All’inizio del XVIII secolo in Inghilterra, alcuni stampatori iniziarono a incollare i fogli tra loro prima di stamparli, formando dei rotoli, e questa è stata la nascita della carta da parati per come noi la conosciamo oggi.

Antica legatoria dall’Encyclopédie Diderot et d’Alembert

Le matrici e le tecniche di stampa

La tecnica è molto simile a quella utilizzata per la stampa dei tessuti e alcune carte furono stampate proprio con le medesime matrici. I produttori di tessuti stampati infatti, utilizzavano le medesime matrici per comporne anche il catalogo cartaceo. Tuttavia nel tempo, le dimensioni delle matrici destinate ai Papiers peints poco alla volta si uniformano, fino a fissarsi in forme quadrate con lati da 50 cm. Poiché è sufficiente la semplice pressione manuale per stampare i colori sulla carta, si introduce dapprima il mazzuolo e in seguito la pressa. Dotata di una leva fissata alla tavola generalmente lunga due metri e mezzo, essa permetteva di modulare la pressione secondo il punto in cui si esercitava la spinta, più debole per i dettagli e più forte per l’intera superficie decorata. Al numero dei colori previsti corrispondeva il numero delle matrici incise, utilizzate una volta asciutto il colore precedente.

All’inizio dunque, i motivi decorativi venivano incisi su formelle di legno, poi stampati su carta e i dettagli, spesso di un altro colore, venivano realizzati con la tecnica della mascherina.
Con l’avvento dell’industria nascono le prime fabbriche europee e le formelle diventano rulli che stampano su rotoli continui.

Stampa della carta decorata

Stampa a blocchi

Fino all’invenzione della carta continua, intorno al 1830, per realizzare un rotolo di carta, dovevano essere assemblati 24 fogli, incollandone i bordi l’uno sull’altro. L’uso dei rotoli di carta permise col tempo di meccanizzare la stampa che da manuale diventò dapprima con un braccio meccanico e poi a vapore.

Laboratorio di stampa 1867

Laboratorio di stampa, 1867

A partire dal 1860 in poi, la produzione poteva essere effettuata su larga scala, riducendo drasticamente i costi di produzione e alla fine del XIX secolo, la carta da parati diventava alla portata di tutti.

La decorazione murale su carta nel 1700

Inghilterra, Italia e Francia diventarono le maggiori consumatrici di Papier peint tanto che nel 1712 in Inghilterra, viene indrodotta una tassa per beni di lusso sulla carta da parati. I produttori quindi, decisero di realizzare la carta da parati con disegni in bianco e nero, e colorarli successivamente, dopo l’applicazione su parete.  

L’élite appende grandi arazzi ai muri,
come nel  Medioevo,
sia per abbellire che per isolare le pareti.
Gli arazzi però sono anch’essi molto costosi,
per cui si comincia ad utilizzare la tappezzeria murale
in tessuto o in carta da parati. 

Ma fu anche una questione di moda: a Parigi esplose grazie all’ambasciatore britannico, che nel 1748 decorò il suo salone con carta da parati blu facendola diventare velocemente segno distintivo di eleganza e stile, e tutti i nobili dell’epoca la vollero nelle loro magioni.

Papier peint, il giardino giapponese, Parigi, XIX secolo

Carta decorata e designer

La carta decorata ha ispirato artisti in sintonia con le arti applicate per tutto il XIX e il XX secolo, a cominciare dai membri del movimento Arts and Crafts.
William Morris, considerato antesignano dei moderni designer, si è cimentato nella decorazione su carta e i motivi da lui creati sono tuttora tutelati da copyright.

William Morris, papier peint

Il Papier peint ha avuto un ruolo importante anche nelle opere di artisti come Paul Cézanne, Edgar Degas e persino Henri Matisse, che ne riprendono trame e motivi decorativi per riportarle nelle loro opere.
Georges Braque le usa nei suoi collages.
Pablo Picasso integra la carta da parati in una serie di dipinti tra cui la famosa Women at Their Toilette (foto di seguito).

Le Corbusier descrisse la carta da parati del suo tempo come “pittura ad olio venduta in rotoli“. Lo usava nei suoi collage proprio come Max Ernst.
All’inizio della sua carriera, René Magritte ne ha disegnato alcuni modelli mentre Salvador Dalí ha autorizzato allo scopo la riproduzione di alcuni dei suoi disegni e lo stesso fece Andy Warhol.

La stampa digitale

Oggi con la stampa digitale, la decorazione murale è tornata ad esprimersi con grandi disegni, riappropriandosi dello spazio come elemento aperto, che lascia libertà ad ogni fantasia.
La stampa digitale infatti, cancella il limite tecnico della larghezza, dovuto alla stampa meccanica e permette di poter sviluppare grandi disegni su grandi formati, anche  in un solo unico pezzo, aprendo di nuovo le porte alla carta da parati personalizzata, esclusiva e unica.


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