Splendidi dettagli xilografici dell’arco trionfale di Dürer

L’imponenza dell’arco trionfale di Albrecht Dürer e il primo esempio di scrittura gotica Fraktur
Deianira • Anna Ornella Dell'Acqua

o arco trionfale è un’opera mastodontica
che misura 3,41×2,92 metri,
formata da ben 192 tavole xilografiche
stampate separatamente e poi riunite insieme.

Porta d'Onore, xilografia di Albrecht Dürer

L’Arco trionfale è una serie di 192 xilografie, databile tra il 1515 e il 1517 e conservata,
tra le migliori copie esistenti, nel Germanisches Nationalmuseum di Norimberga

Nella primavera del 1512, l’imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I d’Asburgo si fermò per più di due mesi a Norimberga ed ebbe modo di conoscere Dürer.
Per celebrare l’imperatore e il suo casato, l’artista concepì un’impresa mai vista fino ad allora, quella di una gigantesca xilografia, vera antesignana dei più moderni poster e uno dei più grandi esempi di Papiers peints che in quel periodo cominciarono a diventare di gran moda.
L’opera è composta da 192 matrici stampate separatamente e poi unite insieme per formare un grande arco trionfale, su cui sono illustrate storie di vita di Massimiliano I e dei suoi antenati, oltre a complesse figurazioni allegoriche.
Dürer dopo aver progettato l’intera opera, ne disegnò personalmente alcune parti, relative soprattutto alla decorazione architettonica, e sovraintese il lavoro di vari aiuti che ne disegnarono le restanti. Oltre a questo, l’intera opera richiese il contributo di eruditi, architetti e intagliatori.
La straordinaria impresa venne ricompensata con un beneficio annuo di cento fiorini che, per ordine di Massimiliano I, doveva essere corrisposto a Dürer dalla municipalità di Norimberga.

Strumento decisivo per la comprensione dell’Arco è una lunga legenda in lingua germanica composta da Johannes Stabius e apposta sotto l’Arco per favorirne la comprensione.
Johannes Stabius, nome umanistico di Johann Stab (ca. 1468-1522), fu uno degli intellettuali più influenti e poliedrici della corte di Massimiliano I: astronomo e astrologo, matematico e geografo, si distinse anche come poeta e storiografo di corte.
lI termine Clavis (chiave di lettura) è il titolo con il quale il testo venne pubblicato per la prima volta nel 1610 e suddivide l’opera in 7 parti:

  • La prima parte: le tre porte grandi visibili in basso;
  • la seconda la parte: la grande torre, che sta sopra la grande porta mediana (o Porta dell’Onore);
  • la terza parte: le raffigurazioni dei grandiosi avvenimenti e della fortuna dell’imperatore Massimiliano, disegnate nei riquadri superiori e inferiori al di sopra delle due porte piccole;
  • la quarta parte: imperatori e re valorosi prediletti fra tutti gli altri, che attorniano i riquadri superiori;
  • la quinta parte: parentele, alleanze e affinità, racchiuse nei riquadri inferiori;
  • la sesta parte: le due torri che stanno alle estremita, della Porta dell’Onore, nelle quali sono illustrati «lodevoli esercizi dello spirito e utili attività […]»;
  • la settima parte: gli ornamenti di questa Porta dell’Onore.

E in fronte, al di sopra delle vittorie, sui due lati del titolo della Porta dell’Onore, stanno due araldi con due trombe che chiamano tutti a raccolta e annunciano la maestà, l’onore, la nobile origine, la potenza, la parentela, le alleanze, e le imprese onorevoli di questa Porta dell’Onore, come vi sono concepite e descritte. Del pari, le porte o portali contengono, scritti, i titoli del loro significato. Ovvero, la grande porta mediana ha la maggior dignità ed è chiamata Porta dell’Onore e fa comprendere che l’onore è un compenso della virtù e della fama, e poiché l’imperatore Massimiliano ha compiuto molte imprese virtuose e gloriose, che sono qui in parte indicate, a lui è aperta ed eretta questa porta, che il suo imperiale animo ha percorso con grandi onori. […]

Dettaglio della Porta d'Onore, xilografia di Albrecht Dürer
Dettaglio della Porta d'Onore, xilografia di Albrecht Dürer
Dettaglio della scrittura Fraktur, Porta d'Onore, xilografia di Albrecht Dürer

Per questa grandiosa opera, Massimiliano I fece progettare appositamente un nuovo carattere da Hieronymus Andreae (o Hieronymus Formschneider), disegnatore di caratteri, xilografo, editore e stampatore.
Tutti i testi incisi nella Porta d’Onore quindi, sono il primo esempio di scrittura gotica Fraktur che in breve tempo soppiantò le scritture Textualis e Schwabacher vigenti in quel periodo. Divenne talmente popolare che ne furono incisi una vasta gamma di tipi e rimase in uso nei paesi di lingua tedesca anche quando nell’Europa centrale si diffuse la scrittura Antiqua.

Per il suo fitto intreccio di parole, immagini e simboli, l’Arco trionfale o Porta dell’onore, è difatti un oggetto culturale complesso.

Dettaglio di scrittura Fraktur e immagini, Porta d'Onore, xilografia di Albrecht Dürer

Dettaglio della Porta d'Onore, xilografia di Albrecht Dürer

Una cosa è certa, quando mi trovo ad osservare un’opera di Dürer rimango incantata e starei le ore ad ammirare ogni singolo tratto con la lente di ingrandimento. La perfezione dei tratti non sembra umana. L’insieme delle linee con le quali con apparente semplicità riesce a suggerire atmosfere, suggestioni e carattere, mi incantano. La maestria con cui riesce a imprimere espressioni e temperamento ai suoi personaggi con dei semplici tratti è sconvolgente.

Albrecht Dürer col tempo infatti, riesce a portare la tecnica xilografica ai massimi livelli con dettagli davvero impressionanti. Alcune delle sue incisioni sembrano quasi animarsi tanta è la precisione dei tratti e la dinamicità che riesce ad imprimervi. Per raggiungere questi livelli modificò quelle che erano le regole in uso nella xilografia che prevedevano semplici linee di contorno, per descrivere le forme, e una schematica disposizione interna di linee che servivano a definire ombreggiature e volumi.
Nelle sue opere invece, ogni singola linea varia in lunghezza e spessore in modo da definire oltre alla forma dei soggetti, anche luci e ombre.

Dürer - Autoritratto

Albrecht Dürer (1471–1528), Autoritratto con pelliccia, 1500 – Alte Pinakothek, Monaco di Baviera.
Testo scritto sull’opera:

Così io, Albrecht Dürer da Norimberga, sono riuscito a ritrarmi con colori caratteristici nei miei 28 anni


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