Carte dorate e goffrate: piccole rarità tutte da scoprire

Breve descrizione delle principali tipologie di carte decorate che si sono prodotte a partire dal XVI secolo, ponendo l’attenzione per quelle dorate goffrate e i relativi esemplari.

Legatura della seconda metà del XVIII secolo, carta dorata e goffrata a raffigurare ampi fiorami. Impressione a caldo, ottenuta con matrice calcografica su una foglia d’oro precedentemente applicata alla carta bianca su cui sono state sparse macchie di colore (turchese, arancio, giallo, rosso, rosa, lilla)

Il mondo delle carte decorate, come già detto in qualche articolo precedente, è di origine orientale, ma si diffuse rapidamente in Europa sin dal XV secolo: in Italia furono apprezzate e prodotte carte decorate xilografiche e a colla, la Francia fu la patria delle carte marmorizzate, la Germania delle dorate goffrate e l’Inghilterra delle vellutate; tuttavia i frequenti scambi culturali e commerciali fecero sì che carte d’ogni tipo venissero create e prodotte ovunque con abbondanza di fantasia.

Le carte decorate a seconda delle tecniche di lavorazione, si possono dividere in quattro categorie principali:

Antiche carte xilografate

La produzione di carta decorata xilograficamente si avvale di una matrice di legno incisa che opportunamente Inchiostrata viene pressata sul foglio. Dopo una prima asciugatura, si passa alla coloritura che viene eseguita o con altre matrici o con pennelli, o a maschera per mezzo di cartoni traforati.
Nell’articolo Il fascino delle antiche carte decorate: carte Domino, ne parlo in maniera più dettagliata.

Antiche carte marmorizzate

Il metodo della marmorizzatura si basa sulla possibilità di disporre macchie di colore che galleggiano sulla superficie di un liquido colloso, un tempo fatto con licheni d’Irlanda. Successivamente con l’ausilio di bastoncini, pettini e altri utensili si creano disegni particolari; infine si adagia il foglio sulla superficie dell’acqua dipinta per trasferirne il decoro creato.
Per chi volesse approfondire ne parlo più diffusamente nell’articolo Carta marmorizzata, il non plus ultra della decorazione cartacea .

Antiche carta a colla

Le carte a colla policrome o monocrome, hanno avuto grande diffusione soprattutto in legatoria. La tecnica basilare consiste nel mescolare i pigmenti con della colla, stenderli sul foglio e su questi tracciare la decorazione con l’ausilio delle dita o altri strumenti come spazzole, spugne, pennelli, pettini, bastoncini. A seconda dell’effetto ottenuto queste carte vengono definite: spugnate, tartarugate, spruzzate, zigrinate, a tinta unita.
Nell’articolo Ti piace la carta-colla? Ecco la mia ricetta, oltre alla ricetta che utilizzo personalmente, ci sono numerosi esempi di legature con questo tipo di carta decorata.

Antica carta dorata e goffrata

Le carte dorate e argentate sono fondamentalmente di tre tipi:

  • lisce a metallizzazione uniforme, prive di decorazione, come le carte dei cioccolatini;
  • dorate xilografate o bronzefirnispapier, non a rilievo, ottenute da matrici in legno, spesso con motivi fitomorfi;
  • dorate goffrate o goldbrokatpapier, ottenute da matrice in rame, il cui decoro a rilievo, imita quello dei broccati e dei tessuti damascati del tempo.

La goffratura è un procedimento di stampa che sfrutta la pressione di una matrice incisa per creare il tipico effetto in rilievo o in cavo.

Stampa dorata e goffrata su carta di colore giallo; alternanza di superfici dorate incavate e superfici non dorate rilevate (primi anni del XIX secolo da matrice settecentesca)

La tecnica di lavorazione delle carte dorate e goffrate consiste nell’applicare su un foglio colorato a pennello, perlopiù in tinta unita o a macchie policrome, una foglia di metallo dorato o argentato (ottenuto rispettivamente con una lega di rame e stagno, o zinco e piombo).
Sul foglio così trattato si applica la matrice in rame (incisa con il decoro che si vuole ottenere) precedentemente scaldata; la parte di oro o argento, a diretto contatto con il disegno a rilievo della matrice, resta impressa sul foglio, mentre il metallo eccedente viene eliminato. L’impressione avviene per mezzo di un torchio calcografico a due cilindri. Il gioco tra motivi dorati su fondo colorato o motivi colorati su fondo oro, è all’origine dell’ampia diversificazione di queste carte che possono assumere colorazioni smaglianti su cui spiccano fiori, frutta, fogliami, uccelli, insetti, mascheroni, belve, scene di caccia e di vita, cineserie.

A sinistra: carta goffrata (XVII sec. ca.);
a destra: stampa dorata e goffrata su carta di colore arancione; alternanza di superfici dorate incavate e superfici non dorate rilevate (primi anni del XIX secolo da matrice settecentesca);
in basso: stampa dorata e goffrata su carta dipinta con colore celeste

Per le difficoltà tecniche di esecuzione, le carte dorate furono un prodotto costoso e per gli stampatori costituì una notevole fonte di prestigio; ciò spiega perché sovente sui fogli venissero riportati privilegio di stampa e il nome dello stampatore.
Fu ad Augusta che Abraham Mieser, nel 1698, sollecitò per primo il privilegio imperiale per una nuova invenzione di carta metallica stampata in oro e argento e produsse carte goffrate ispirate ai tessuti dell’epoca.
Per ogni foglio occorre utilizzare un foglio di rame e solo le manifatture tedesche poterono fornirle a un prezzo accettabile, circostanza che ne spiega il monopolio.
In Italia, anche i Remondini di Bassano del Grappa produssero dal 1739, con privilegio della Serenissima, carte dorate suggestive, simili a quelle tedesche.
Tra le carte decorate, queste sono le più vulnerabili in quanto particolarmente sensibili all’umidità e all’inquinamento atmosferico, oltre a richiedere adeguate protezioni per il maneggiamento ed è per questo motivo che sono piuttosto rari i fogli completi sopravvissuti.

Mentre Francia e Inghilterra quindi, rimasero sostanzialmente fedeli all’uso delle carte marmorizzate, le carte dorate, oltre che in Germania, riscossero grande successo anche in Italia, in particolare a Firenze, Roma e a Venezia, dove il teatro La Fenice venne completamente tappezzato all’interno, proprio con carta dorata goffrata.

Carte dorate goffrate del XVIII e XIX secolo

In copertina: Carta dorata goffrata, prima metà XIX secolo


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