
Oggi, cari amici, vi racconto un’altra bella storia che riguarda la calligrafia ma che per giungere fino a noi, ha attraversato eventi e circostanze apparentemente del tutto casuali. Sto parlando delle opere di Adolf Bernd.
Chi è Adolf Bernd

Adolf Bernd (1909-1994), è un calligrafo e tipografo tedesco nato nel 1909 a Kaiserslautern, una città industriale della Germania sud-occidentale. È cresciuto in un’epoca di enormi stravolgimenti politici ed economici, tra la Prima Guerra Mondiale e la difficile ricostruzione della Repubblica per non parlare dell’industrializzazione. Ha mostrato fin da giovane un talento naturale per il disegno e la precisione geometrica che lo ha portato, successivamente, a formarsi nel settore della tipografia e del design pubblicitario. Come gran parte degli artisti della sua generazione, la sua prima maturità professionale ha coinciso con il regime nazionalsocialista e la Seconda Guerra Mondiale. È stato un periodo complesso, come ben sappiamo, in cui la creatività grafica e artistica era fortemente limitata e controllata dalla propaganda di Stato.
Tuttavia, la sua vera fama nel mondo della calligrafia è legata alla produzione artistica degli ultimi anni della sua vita, quando iniziò a dipingere lettere capitali, decorate ad acquarello, prendendo spunto dalla tradizione medievale ma con una sensibilità fortemente moderna. Il libro The Painted Letters of Adolf Bernd è nato proprio per raccogliere e documentare le sue opere.

Il pensionamento di Adolf Bernd e la sua nuova passione
Per la maggior parte della sua vita professionale, Adolf Bernd ha lavorato in Germania come Graphic designer e tipografo commerciale sviluppando una profonda conoscenza dei caratteri tipografici e della loro struttura geometrica nonché un’abilità straordinaria nell’uso di strumenti di precisione. A quei tempi infatti, non esistendo computer, tutti gli “esecutivi” venivano realizzati rigorosamente a mano compresi alcuni testi.
La svolta che lo ha reso celebre nel mondo della calligrafia internazionale, è avvenuta grazie alla sua passione coltivata, con assoluta dedizione, negli ultimi 20 anni di vita dopo il pensionamento, avvenuto a 61 anni.
Dopo aver trasformato un angolo della sua casa in un laboratorio artistico permanente, ha infatti iniziato a dipingere lettere con una cadenza e un bisogno quotidiano e quasi meditativo. Lavorava instancabilmente sperimentando la tecnica dell’acquarello “a strati” (velature) e le linee di “riserva”. Produceva queste tavole calligrafiche unicamente per il proprio piacere personale, senza l’intenzione di venderle o esporle.
E, a parte i familiari, solo pochi e ristretti amici e colleghi erano a conoscenza di questa sua passione. In questo periodo Bernd è riuscito a creare una straordinaria collezione di lettere dipinte ridefinendo, di fatto, il concetto stesso di capolettera, fondendo la struttura dei capilettera storici, presenti nei manoscritti medievali, con un’estetica astratta e moderna.

Le strane coincidenze della vita
Adolf Bernd, pur essendo estremamente riservato, negli anni precedenti la sua morte aveva mostrato i suoi capilettera a una strettissima cerchia di colleghi e professionisti tedeschi, tra cui il noto calligrafo Hermann Kilian, che ne era rimasto profondamente affascinato.
Dopo qualche tempo, Kilian incontra il suo amico Peter Thornton, rinomato calligrafo britannico, giunto in Germania per una breve visita. Conoscendo la sua predilezione per le forme geometriche e l’uso espressivo del colore, Kilian lo mise al corrente dello straordinario lavoro di Bernd, e Thornton ne rimase profondamente incuriosito.
Spinto da questa curiosità, una volta tornato in patria, si è attivato per rintracciare la famiglia di Bernd in Germania. Ottenuta la loro fiducia, i parenti gli aprirono gli archivi privati consentendogli di visionare e fotografare i dipinti originali.
Thornton rimase estasiato dalla purezza e dalla qualità dei lavori accumulati da quell’anziano signore così riservato, decidendo di provare a far stampare le sue opere per evitarne l’oblio.

E le felici coincidenze non finiscono qui
Pochi anni prima che Thornton iniziasse a raccogliere il materiale su Bernd, l’Università di Sunderland (nel nord-est dell’Inghilterra) era diventata il centro nevralgico della calligrafia contemporanea in Europa. Nel 1999, il designer e accademico Manny Ling aveva infatti fondato all’interno dell’università l’IRCC (International Research Centre for Calligraphy). Questo centro di ricerca era nato proprio con lo scopo di promuovere la calligrafia attraverso mostre, simposi, dottorati e, soprattutto, pubblicazioni scientifiche. L’università e l’IRCC lanciarono poi la Calligraphy Research Initiative. Si trattava di una collana editoriale accademica pensata per documentare i grandi maestri della scrittura.
Quando Peter Thornton finì di catalogare e fotografare le opere d’arte di Bernd, con l’aiuto della sua famiglia, si trovò di fronte al problema di come finanziare e stampare un catalogo a colori di qualità. E provò a contattare Manny Ling, il quale riconobbe immediatamente il valore immenso e inedito dello stile di Adolf Bernd. L’Università di Sunderland decise quindi di appoggiare ufficialmente il progetto.


Manny Ling non si limitò, tuttavia, a fare da editore accademico: lavorò come co-curatore insieme a Thornton, firmando l’introduzione critica del volume e occupandosi della supervisione tecnica del layout. Nel 2017, fu ancora una volta Manny Ling a spingere per la pubblicazione della seconda edizione ampliata (A Second Look), stampata direttamente sotto il marchio dell’Università di Sunderland.


Nell’introduzione del libro, Peter Thornton scrive:
… per me, l’aspetto più impressionante e appagante del lavoro di Bernd è l’uso superlativo del colore. Più osserviamo i dipinti di quest’uomo modesto e di grande talento, più possiamo essere ricompensati dal loro senso di inventiva. Non solo hanno la capacità di rinfrescare lo sguardo, ma la pura gioia della loro inventiva e dei loro colori può davvero elevare il nostro spirito.
Caratteristiche peculiari delle lettere di Bernd
Bernd non si è limitato a seguire il ductus di uno specifico stile calligrafico o a trarre ispirazione dai numerosi modelli dei capilettera presenti nei manoscritti (come ad esempio la Maiuscola Longobarda) ma di sicuro ha preso spunto da molti stili storici, come si può ben vedere dalle immagini qui presenti, reinventando completamente le forme e conferendo a ogni lettera un tocco di assoluta originalità.
Bernd ha inoltre usato l’acquarello, tecnica abbastanza inusuale in questo ambito, creando sfumature morbide e accurate con accostamenti cromatici molto raffinati. Infine le sue decorazioni sono geometriche, lineari, a volte minimaliste e del tutto asimmetriche. Ha vissuto appieno il periodo Art Déco e questo, unitamente alla sua formazione grafica e tipografica, ha sicuramente lasciato un’impronta nel suo modo di concepire e decorare le lettere.




Ma i suoi tratti distintivi sono soprattutto cinque:
- Dimensioni monumentali. Le tavole delle singole lettere sono alte tra i 35 e i 45 centimetri. Questo formato trasforma la lettera da semplice segno testuale a vera e propria opera d’arte;
- Uso dell’acquarello. La freschezza e le morbide sfumature che si possono ottenere con l’acquarello sono ineguagliabili. Bernd creava transizioni quasi evanescenti tra colori diversi all’interno della stessa lettera, dando un senso di movimento organico e di profondità che un colore piatto non avrebbe mai potuto offrire.
- Linee bianche di separazione tra i colori. Una delle caratteristiche visive più riconoscibili del suo stile è la presenza di sottilissimi contorni o linee bianche, dette riserve, che separano i vari blocchi di colore (come accade nelle lettere Rifesse), definendo la struttura della lettera e dello sfondo.
Oggi molti calligrafi che si ispirano a lui, le realizzano con il fluido mascherante ma Bernd dipingeva gli sfondi ad acquerello interamente a mano libera attorno alle linee, dimostrando un controllo del pennello e una precisione millimetrica eccezionali. A dimostrazione di questo, in alcune tavole sono presenti piccole correzioni eseguite con gouache bianco.
- Armonie cromatiche presenti in natura. Bernd utilizza combinazioni di colori tenui, vellutati e molto sofisticati. Spesso creava lui stesso dei “complementari degradati” (colori smorzati) prendendo ispirazione diretta dalle tonalità presenti in natura.
- Geometrie ed elementi decorativi asimmetrici. Lo spazio attorno e dentro la lettera viene diviso in griglie, linee diagonali, strisce e piccoli motivi geometrici privi di simmetria, che esaltano la lettera senza mai soffocarla.
La pubblicazione The Painted Letters of Adolf Bernd
La prima edizione del volume è stata pubblicata nel 2006 a Sunderland (Inghilterra) dalla Calligraphy Research Initiative dell’Università di Sunderland.
La seconda edizione (A Second Look): pubblicata nel 2017, sempre in lingua inglese e nello stesso luogo. Questa edizione contiene circa 37 riproduzioni a colori delle sue opere e diversi dettagli estremamente ingranditi per apprezzarne la finezza di esecuzione.
Purtroppo non esiste un’edizione tradotta in italiano e non è più in commercio.

Per questo articolo ho fatto molta fatica a reperire immagini e notizie, alcune foto presentano delle lievi deformazioni poiché sono state scattate sicuramente da un vecchio libro e i colori hanno delle dominanti che alterano un po’ le varie tonalità di colore ma tutto sommato credo che ne sia valsa la pena. Purtroppo il volume di Bernd non è stato più ristampato ma molti calligrafi in tutto il mondo continuano ad organizzare corsi ispiratandosi proprio alle lettere di Adolf Bernd compreso Thornton.
Sul web si possono ammirare infatti molti lavori di allievi e insegnanti che continuano a sperimentare con forme e colori che portano innegabilmente l’impronta di Adolf Bend. Ma le sue opere restano uniche e inimitabili.

Tutto ciò, comunque, non sarebbe stato possibile senza l’intuizione di Kilian, la successiva determinazione di Thornton nel contattare la famiglia di Bernd e l’IRCC e senza lo spirito critico di Ling.
Le opere di Bernd hanno rischiato di rimanere in un cassetto di qualche vecchia libreria e noi non avremmo mai potuto ammirarne la bellezza né esserne ispirati, se non fosse stato per loro e per quella strana concatenazione di eventi che hanno portato alla pubblicazione del libro e dunque alla diffusione delle sue opere.
Questa volta quindi ringrazio l’artista Adolf Bernd, i calligrafi Kilian, Thornton e Ling per aver avuto l’intuizione giusta al momento giusto e come sempre l’universo che ci ha messo lo zampino affinché tutto ciò accadesse.




ancora una volta ci sorprendi cara Anna; la calligrafia non è monocorde e monotematica ma ricca di colore, vitalità e futuro!
È un mondo infinito che bisogna continuare ad esplorare 😉
Grazie Claudio per aver lasciato un saluto, a presto
Anna
Cara Anna, ci presenti un Artista, Adolf Bern, che dopo i 60 anni, ha messo tutta la sua passione a dipingere lettere decorate “a strati”dai colori sorprendenti che arricchisce il nostro spirito e sanno di astrattismo e di modernita: un buon esempio per le generazioni future.
Grazie!!!
Un caro saluto ed un abbraccio
Rosella
Eh si, cara Rosella, a dimostrazione del fatto che la creatività non ha età. Grazie per il saluto e un abbraccio anche a te, Anna