La Cancelleresca cresciana

Deianira • Anna Ornella Dell'Acqua

Torno a parlare di scrittura Cancelleresca perché è talmente articolata, variegata e poliedrica da stupirmi ogni volta che riesco a posare gli occhi su un manuale d’epoca. E mi si apre il cuore e la mente nel vedere quanta bellezza c’era in passato intorno alla scrittura.
Con questo articolo cercherò di far luce su una scrittura, oggi quasi del tutto dimenticata, che è stata invece vera e propria scuola scrittoria per decenni nonché antesignana dell’ormai noto Corsivo inglese: la Cancelleresca cresciana.

Nell’articolo La Cancelleresca (che potrai leggere qui), ho cercato di raccontare per sommi capi, i suoi protagonisti principali ossia coloro che hanno contribuito a diffondere questo tipo di scrittura redigendo dei veri e propri manuali per scrivere, ognuno con il suo personale stile.
Tra questi c’è Giovanni Francesco Cresci, il quale a differenza dei suoi colleghi, propone una scrittura corsiva divergente sotto diversi aspetti.

Cancelleresca

In questa immagine ho accostato un particolare del Essemplare di più sorti lettere del Cresci, pubblicato per la prima volta nel 1560, mentre a destra una pagina de Libro di Giovambattista Palatino Nel qual s’insegna a scriuer ogni sorte lettera, di una edizione del 1545.

L’aspetto più evidente nella scrittura del Cresci, è senz’altro l’utilizzo di un tratto più sottile e uniforme e questa è la prima grande novità.

Fino a quel momento era in uso solo ed esclusivamente la punta tronca, mentre con l’introduzione della penna di tacchino*, più resistente e dura rispetto alla penna d’oca, fu possibile un’affilatura più appuntita della punta e il Cresci ne fece lo strumento ideale per trovare nuove soluzioni stilistiche.

(*Il tacchino è un animale nativo delle Americhe scoperte nel 1492).


Particolarità della Cancelleresca cresciana:

  • inclinazione a destra accentuata
  • scrittura più fluida
  • corpo piccolo, piuttosto tondeggiante
  • ascendenti ricurve e terminanti con una sorta di occhiello decorativo, fortemente allungate così come le discendenti
  • mancanza di contrasto
  • lettere formate quasi tutte con un solo tratto

“[…] quasi tutte le lettere dell’Alfabeto Corsiuo vanno formate tutte in un solo tratto, ouer tirata di penna, cioè, a, b, c, g, h, i,l ,m, n, o, q, r, s, u, z; & il restante dell’altre lettere dell’Alfabeto, uolendole far bene, vanno in due tratti soli, cioè d, e, f, k, p, t, x, y, & auuertirete ancora, che i corpi di tutte le lettere uogliono essere alquanto tondetti, & generalmente tutte hauer la sua giusta dependenza, […]”

Il famigerato occhiello, tipico della scrittura cresciana, che oggi alcuni suggeriscono di realizzare aumentando la pressione e facendo allargare i rebbi del pennino, in realtà andrebbe proprio disegnato così come ci illustra lo stesso Cresci nel già citato Essemplare di più sorti lettere.

[…] se la formerete secondo i principii, che ne gli Essempi di sopra chiaramente vi mostro, uerranno dette teste, ouer grossezze tutte a un tempo serrate d’inchiostro, & non le resterà bianchezza alcuna in mezo, quando adoprarete però una tinta, che sia buona, fresca, & che scorra ragioneuolmente.


Dall’esempio qui riportato possiamo notare che le ascendenti sono più alte del corpo lettera, la parte discendente della g è addirittura quasi il doppio ma non ho trovato indicazioni precise per la rigatura a differenza del Palatino che indica chiaramente che ascendenti e discendenti hanno la stessa altezza del corpo lettera e che quest’ultimo è pari a 5 volte la larghezza della punta utilizzata.

.

La continua evoluzione della Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci fu sicuramente un amanuense dotato di grande abilità ma la sua fama è dovuta soprattutto ai trattati teorico-pratici sulla scrittura. Per questo, la sua tipizzazione cancelleresca ebbe un’enorme diffusione in Italia e in tutta Europa.
A distanza di circa 10 anni dal Essemplare di più sorti lettere, pubblica un nuovo manuale, Il perfetto scrittore e nel 1579 Il perfetto cancellaresco corsivo, dove troviamo ben 52 tavole di modelli di cancelleresca di vari tipi. Di seguito, una accanto all’altra, ho inserito un esempio di scrittura pubblicata nel Essemplare di più sorti lettere e a destra uno del Perfetto cancellaresco corsivo e sembrano due scritture diverse!

Ad una prima occhiata la cancelleresca dell’Essemplare è molto più vicina alla scrittura del Palatino rispetto a quella del Perfetto cancellaresco corsivo, dove invece l’eccessiva corsività finisce forse a volte, con lo stravolgere la forma e la struttura stessa delle lettere, limitandone la leggibilità.

La vera novità del Cresci consiste però, proprio nell‘evoluzione nel tempo, del suo modo di scrivere, esprimendo pienamente il gusto dell’epoca e le tendenze artistiche contemporanee.

Nel 1596 fu pubblicato a Roma il Quarto libro di lettere formatelle et cancellaresche corsive . Postumo invece, fu edito a Milano nel 1622 L’idea con le circostanze naturali che a quella si ricercano per voler legittimamente possedere l’arte maggiore e minore dello scrivere… a cura del figlio.

Di seguito potete ammirare alcune delle magnifiche tavole del Cresci che illustrano stili diversi. E a proposito delle tavole, vorrei fare una precisazione. Parlando di manuali di scrittura sulla Cancelleresca ho sentito dire qualche volte: “tanto sono a stampa“ (espressione non commentabile) come se per questo fossero meno veritieri o meno preziosi o addirittura non scritti a mano. Ma forse non tutti sanno che le tavole sono tutte xilografiche (ossia incise su legno per ottenere matrici stampabili), realizzate da incisori professionisti, sulla base di originali realizzati ovviamente a mano e comprensivi di eventuali decorazioni.
Come avrebbero fatto altrimenti a comporre così tante pagine e tutte con caratteri diversi?

Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Il perfetto cancellaresco corsivo”, 1579

Cancelleresca cresciana

Lettera corsiva senza tratti, Giovanni Francesco Cresci, da “Il perfetto cancellaresco corsivo”, 1579

Cancelleresca cresciana

Lettera corsiva cancelleresca aperta, Giovanni Francesco Cresci, da “Il perfetto cancellaresco corsivo”, 1579

Il Cresci ebbe numerosi allievi, spiccano fra essi i nomi degli scrittori vaticani Gian Luigi Mercati e Luca Orfei; il più grande disegnatore d’epigrafi della Roma sistina, Ludovico Curione, anche lui autore di diversi trattati di scrittura (di cui potete vedere una pagina, in basso); Salvatore Gagliardelli, Antonio Zanetti, Scipione Leone, Giovan Battista Landino, Cristoforo Liviziano e tanti altri.

Sono davvero tantissimi gli esempi di Cancelleresca cresciana, alcuni di estrema eleganza e raffinatezza, altri un po’ più estrosi ma tutti bellissimi.
E ora vi lascio con una serie di immagini molto eloquenti.

Per chi invece vuole provare a scrivere con questo stile, di seguito troverà tante tavole su stili, alfabeti e legature con le indicazioni originali del Cresci.
Buona visione!

Di Iacomo Romano, da “Dove s’insegna la vera maniera delle cancellaresche corsive”, 1589

Curione Lodovico, da ” Lanotomia delle Cancellaresche corsive”, 1617

Francesco Pisani, da “Il libro primo di Cancellaresche, Corsiue, Mercantile”,1620

Francesco Pisani, da “Il libro primo di Cancellaresche, Corsiue, Mercantile”,1620

Francesco Pisani, da “Il libro primo di Cancellaresche, Corsiue, Mercantile”,1620


Ecco alcune delle tavole presenti del Essemplare di più sorti lettere, di Giovanni Francesco Cresci, volutamente accostate per poter notare meglio le differenze; poi le tavole con le indicazione per la costruzione delle lettere e delle legature; infine l’alfabeto completo.

La Cancelleresca cresciana

Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Essemplare di più sorti lettere”, 1560,
tavole xilografiche dalla II alla IX

“Dalla seconda alla nona faccia, saranno otto mostre di Cancellaresca Corsiua, le quattro prime trouarete in forma grande, et l’altre quattro in forma alquanto minore, le quali mostre sono necessarie al Secretario, per scriuere comunemente a gentil huomini, & persone di qualità, massime quando occorre rispondere a gran moltitudine di lettere, per esser le dette mostre molto correnti, per rispetto delle legature dell’una lettera con l’altra, & tratti gagliardi, che in esse si ueggono.”

.

Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Essemplare di più sorti lettere”, 1560,
tavole xilografiche dalla X alla XVII

“Dalla x alla xvii faccia trouerete otto mostre di Cancellaresca, quattro di minore, & quattro di maggior forma, le quali per non hauer troppo del corrente, come l’altre suddette, si chiamano lettere Cancellaresche alquanto correnti. Seruono queste forme di lettere al Secretario per scriuere particolarmente a Signori, & Principi d’importanza, che per esserci in esse poche legature, & tratti, uengono ad esser leggibili, & per tali Signori più uistose, & chiare. “

.

La Cancelleresca formata di Giovanni Francesco Cresci

Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Essemplare di più sorti lettere”, 1560,
tavole xilografiche dalla XXVI alla XXXI

“Da faccie xxvi, a xxxi saranno sei mostre di Cancellaresca formata d’una medesima specie, due di forma grande, due di forma mezana, & due di forma minore dell’altre. Le quali mostre Cancellaresche si usano per scrivere libri in eccellente forma, come Officioli, Sonetti, Epigrammi, Priuilegi, orationi, o altre cose simili, […].”

.

Ductus della Cancelleresca cresciana

Ductus Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Essemplare di più sorti lettere”, 1560;
tavole xilografiche dalla XXXVIII alla XXXX

“A faccie xxxviii, xxxix, & xxxx, trouerete tutti i principii dell’Alfabeto Cancellaresco Corsiuo, e parimenti tutti i principii delle lettere, che in più volte, ouer tratti insieme si congiungono […]”

.

Alfabeto minuscolo e maiuscolo della Cancelleresca cresciana

Alfabeto Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Essemplare di più sorti lettere”, 1560;
tavole xilografiche dalla XVIII alla XX

“A faccie xviii, e xix trouerete uno Alfabeto di Maiuscole Cancellaresche, conforme alle suddette mostre, lequali (come i più fanno) seruono per li capi uersi, & altri luoghi necessarii. […] “

.

Alfabeto Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Il perfetto cancellaresco corsivo”, 1579

Alfabeto Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Il perfetto cancellaresco corsivo”, 1579

Alfabeto maiuscolo Cancelleresca cresciana

Giovanni Francesco Cresci, da “Il perfetto cancellaresco corsivo”, 1579

I testi riquadrati con sfondo più scuro sono tutti tratti da
Essemplare di più sorti lettere, di Giovanni Francesco Cresci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!