Quell’orco cattivo del marketing!

Cattiverie sul marketing
sagoma di una pistola con una freccia che taglia a metà la parola marketing

Qualche settimana fa chiacchierando con delle persone, ho avuto modo di ascoltarne una in particolare che con molta veemenza stava sproloquiando contro i danni del marketing nei confronti dei consumatori. Ho cercato di capire cosa intendesse.

Sugli scaffali dei supermercati, ci sono solo i prodotti che decidono loro.
Loro chi?

Quelli del marketing! La nostra scelta è limitata solo ai prodotti che loro decidono di esporre.
Chi lo decide?

Quelli del marketing! Il marketing trova soluzioni affinché i prodotti vengano cambiati e ricomprati il più velocemente possibile, a nostro discapito.
Cioè?

Si rompono subito e tu li devi ricomprare. Prima i prodotti erano più resistenti, mentre oggi sono fatti tutti di plasticaccia e durano poco ma lo fanno di proposito così la gente li ricompra.
Forse sono fatti di plasticaccia perché costa meno e quel prodotto se lo possono permettere più persone?

Il marketing ci induce a consumare più prodotti del necessario e ci bombardano di pubblicità.
Vengono a casa e ti puntano una pistola alla tempia?

Il marketing si è inventato di allargare il foro di uscita di quel prodotto [non riporto il nome] così da indurre tutti noi a consumarne ogni volta, almeno il triplo di quello che servirebbe e di conseguenza ne compriamo molto di più.
Il marketing non inventa nulla, probabilmente è stata una scelta di produzione, forse del titolare?

Non vi racconto come si è conclusa questa conversazione perché credo che ve lo possiate immaginare ma voglio partire da queste poche battute per chiarire alcuni punti senza scendere nel tecnicismo (per chi volesse approfondire, il web è pieno di relazioni, definizioni ed esempi di strategie marketing).

Vediamo innanzitutto cosa vuol dire Marketing.
Tra le numerosissime fonti che si trovano on line, scelgo l’ultima definizione, in ordine cronologico (2013), dell’American Marketing Association, l’organismo più autorevole nella ricerca di marketing al mondo:

« Marketing is the activity, set of institutions, and processes for creating, communicating, delivering, and exchanging offerings that have value for customers, clients, partners, and society at large. »

Il marketing è un’attività, l’insieme di azioni e processi per creare, comunicare, per offrire e scambiare offerte che hanno valore per i consumatori, clienti, partner e la società in generale.

Da questa definizione possiamo facilmente dedurre che il marketing prevede di dare valore a tutte le parti che entrano nel processo offerta-acquisto.

L’orientamento attuale del marketing infatti, consiste nella comprensione dei bisogni del cliente, per produrre i beni e quindi soddisfarli. È una prospettiva di tipo outside-in, o anche pull  (capire il mercato) anziché push (spingere sul mercato). Nasce alla fine degli anni novanta ed è in continuo sviluppo ancora oggi.

Ma allora dov’è l’inghippo?


Il marketing di per sé non è un’arma!

Sono sempre le persone che lo utilizzano che ne determinano l’esito.
Sono i Valori aziendali che determinano le scelte di marketing e non il contrario, tant’è che oggi si parla anche di marketing etico.
Resta inteso che nessuno può vietare ad un titolare d’azienda, di decidere di utilizzare le ricerche di mercato e gli strumenti del marketing solo per un suo personale tornaconto.

È un po’ come la bomba atomica: Albert Einstein con la sua nota formula E=mc2 ha dato l’input ad un gruppo di ricercatori, di andare ad esplorare quel particolare settore della materia e dell’energia che portarono a scoprire la scissione nucleare.

Ma poi, chi ha deciso di costruire una bomba atomica?
Di chi è la responsabilità della costruzione della bomba atomica, di Albert Einstein che ha aperto un varco nella ricerca della fisica nucleare o dei ricercatori e scienziati che (per errore) hanno scoperto la scissione nucleare?

E chi ha deciso di farne esplodere non una ma ben due, gli scienziati?
Credo che la risposta sia ovvia per tutti ma voglio fare un esempio ancora più banale e alla portata di tutti.

Quando si guida un auto e per una qualunque ragione (malessere, distrazione, ecc.) si provoca un incidente mortale, la responsabilità ricade sull’auto, su chi l’ha inventata o costruita o su chi la sta utilizzando? L’ultima che ho detto?
E perché dovrebbe essere diverso per chi utilizza le strategie del marketing?

Potrei fare milioni di esempi ma il succo è sempre lo stesso: l’orco cattivo non è il marketing ma è sempre e solo l’azienda che decide come utilizzarne gli strumenti. E questo dipende essenzialmente dai principi morali ed etici, (i Valori) su cui sono basate la sua stessa esistenza e la sua identità.

E a proposito di Einstein, vi lascio con questa citazione che la dice lunga sull’essere umano:

L’uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi
Albert Einstein


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