Di cosa mi occupo

Deianira • Anna Ornella Dell'Acqua

Mi sono sempre occupata di Comunicazione e dopo una serie di peripezie che hanno sconvolto la mia vita come un uragano e che mi hanno schecherata ben bene, eccomi qui, vestita di una nuova pelle, pronta ad affrontare nuove realtà, a caccia di nuovi stimoli e nuove esperienze.
Perché?
Perché gli stimoli sono il sale della vita e senza di loro tutto diventerebbe piatto, monotono e ripetitivo, l’esatto contrario di ciò che la mia mente chiede.

La curiosità è sempre stata la scintilla, quella che mi ha portato negli anni, ad affacciarmi, intraprendere e appassionarmi alle cose più svariate.
Tutto quello che ho imparato e tutte le esperienze acquisite, non valgono nulla se smetto di essere curiosa, se smetto di appassionarmi e soprattutto se smetto di rimettermi in gioco accettando nuove sfide.
La cosa straordinaria è che tutto ciò che mi ha appassionato, col tempo, ha assunto un ruolo diverso diventando parte integrante del mio lavoro.

La giusta commistione tra creatività e razionalità, in perfetta armonia tra ingegno e follia

Chi si occupa di Comunicazione lo sa bene: non può esistere solo l’estro creativo fine a se stesso, se non è supportato da una profonda analisi del risultato che vogliamo ottenere. Così come non avrebbe senso analizzare dati se non abbiamo poi la capacità di tradurli in qualcosa di visivo, di leggibile, qualcosa in grado di trasmettere il nostro pensiero, la nostra essenza, il nostro personale messaggio.

Ho lavorato come professionista per molti anni principalmente nel settore della Progettazione grafica (marchi, immagini coordinate, brochure, depliant, packaging, locandine, manifesti), dell’Editoria (collaborando con diverse case editrici ho realizzato riviste, giornali, periodici di vario genere, monografie, libri e relative copertine, pagine pubblicitarie), nell’Organizzazione di eventi (per lo più culturali) e nella Comunicazione d’impresa, ma sono stata anche coinvolta da aziende in difficoltà e con il bisogno di riorganizzarsi dopo aver fatto un salto di crescita inaspettato.

Eh si, non è facile partire da zero e ritrovarsi nel giro di pochi mesi a dover correre dietro a tutte le esigenze che una crescita così repentina comporta inevitabilmente.
Spesso erano aziende il cui titolare era abituato a far tutto da solo, faceva fatica a delegare e difficilmente riusciva a concepire di non poter più tenere sotto il suo personale controllo, tutte le attività.

Ma non era solo questo, la crescita repentina aveva comportato anche l’assunzione di nuovo personale, doversi spostare molto più frequentemente, avere più di una sede e tutto questo ovviamente aveva portato anche un aumento delle spese gestionali che non potevano più essere conteggiate come all’inizio dell’attività.
Il commercialista, a cui noi tutti ci affidiamo per essere consigliati e supportati nei conteggi, in questi casi non aveva quasi mai l’esatta visione dell’azienda. Si limitava a comunicare che bisognava diminuire le spese o aumentare i profitti ma non era in grado di suggerirne le modalità.
E qui, chissà per quale strano gioco del destino, entravo in scena io.

Mi sono ritrovata a gestire ruoli al limite della mia professione, prendendo parte attiva ad una sorta di canovaccio strategico per poter ricentrare l’azienda di turno.

Fare Comunicazione d’impresa, studiare e progettare delle soluzioni di marketing per promuovere un prodotto e poi ritrovarmi a compilare un business plan per andare personalmente a rinegoziare un finanziamento in banca è stato decisamente fuori dal mio ruolo di consulenza.

Come anche ritrovarmi a riorganizzare tutto il settore amministrativo di una piccola azienda che non sapeva più come gestire i crediti o ancora occuparmi in maniera diretta di creare partnership e negoziare trattative di collaborazione.

Lavorare con passione, essere scrupolosa e attenta mi ha fatto vivere esperienze lavorative molto diverse tra loro ma al tempo stesso mi ha dato l’opportunità di misurarmi e di non smettere mai di imparare e infine ma non per questo meno importante, mi ha insegnato che l’impegno e la creatività sono assolutamente necessarie per questo lavoro ma lo è altrettanto la capacità di mettersi in gioco per cercare sempre nuove soluzioni.

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